Contagion

Da molto non faccio recensioni di film su questo blog, ma mi sembrava molto adeguato per la preoccupante situazione in Italia in questo momento. Infatti sono ormai attivi in Lombardia e Veneto due focolai di Coronavirus, un virus influenzale simile alla SARS venuto dalla Cina, e sembra non si riesca a contenere per il meglio dati i nuovi casi di contagio in meno di neanche due giorni.
Quindi quale momento migliore per parlare di Contagion?

Film drammatico del 2011 diretto da Steven Soderbergh (famoso per aver diretto tutta la serie “Ocean’s” e Magic Mike), la storia ruota attorno a un virus altamente mortale denominato MEV-1, venuto da Hong Kong e che si è espanso in quasi tutto l’Occidente. Il film ovviamente si concentra sulla situazione negli Stati Uniti d’America.
Qui di seguito dividerò il film in TOT ministorie, poichè segue le vicende di molti personaggi – di cui non ricordo assolutamente il nome essendo tutti molto blandi e poco caratterizzati, perciò li chiamerò col nome dei loro attori.

Storia dell’uomo immune
Interpretato da Matt Damon, l’uomo immune si collega direttamente al “paziente 1”, ovvero la moglie, interpretata da Gwyneth Paltrow. Quest’ultima torna in America da un viaggio a Hong Kong, in particolare da un party pieno di gente e di cibo cinese tradizionale. Appena tornata in America, Gwyneth mostra sintomi influenzali molto “aggravati”: febbre alta, stanchezza, giramento di testa. Il marito la porta in ospedale, dove non c’è più nulla da fare e muore in una sorta di crisi epilettiche. Poche ore dopo si scopre che anche il figlioletto di 7 anni ha la febbre alta e muore anch’esso dopo crisi epilettiche mentre Matt è all’ospedale con la moglie.
Insomma, Matt perde in poche ore moglie e figlio, ma mostra una stranissima freddezza in tutto questo. Immagino che l’apatia di Matt Damon per il ruolo si possa spiegare solo con lo shock, o forse con la sua poca voglia di recitare in un ruolo che in fondo è abbastanza inutile allo scopo della trama.
Infatti, dopo essere stato isolato in ospedale e interrogato dalla dottoressa Kate Winslet, Matt Damon risulta positivo al contagio ma immune. La sua immunità tuttavia è abbastanza inutile ai fini della trama, proprio perchè i vaccini non si ricavano dalle persone immuni (come spiega Kate Winslet). Rimane da capire se anche la figlia adolescente di Matt Damon è immune come il padre o ha preso dalla madre.
Insomma, il personaggio di Matt serve solo a farci vedere un pochino la situazione disperata negli stati, presi dal panico perchè dopo neanche un mese dal contagio del “paziente 1” si sono registrati MILIONI DI MORTI  e non c’è NESSUN METODO DI SICUREZZA ADOTTATO PERCHE’ OGNI STATO DEGLI USA ADOTTA UN PROTOCOLLO DIVERSO DI SICUREZZA (una cosa assurda se la paragoniamo a un caso reale odierno: pensiamo che in due mesi dalla scoperta del Coronavirus i morti sono sotto i 3000 a livello mondiale).
Per concludere la storia dell’uomo immune, Kate Winslet gli comunica una piccola tragedia personale, ovvero che il figlioletto non era suo e Gwyneth lo tradiva con un altro -non si sa chi e non ci verrà mai mostrato, nè capiamo bene perchè sia utile per la trama. Quando viene creato un vaccino, la figlia vi potrà accedere dopo 144 giorni dalla scoperta (perchè usano la lotteria per capire chi può accedervi per primo).

Storia della dottoressa Kate Winslet
Kate Winslet è il medico a cui tocca spiegare ai media e ai ministri scemi cosa fa il virus e come si diffonde. Non si sa perchè è anche quella che deve occuparsi di caso per caso e corre lei stessa in soccorso dei contagiati che hanno il suo numero (giuro che non ho capito perchè e come), e così facendo contrae il virus ella stessa. Vorrei poter aggiungere di più su questo personaggio perchè mi era genuinamente simpatico, ma purtroppo muore dopo un ultimo tentativo di gesto solidale: dare il suo giaccone a un paziente infetto accanto a lei che aveva freddo.
Il suo ruolo è pressochè inutile.

Storia della dottoressa che scopre il vaccino
Sembra che questo personaggio sia relegato al ruolo di comparsa per tutto il film, quando ecco che dopo un’ora di pellicola riesce a isolare (insieme alla sua equipe) un vaccino, che testa su se stessa andando a visitare il padre infetto.
Qui abbiamo un vago dialogo che dovrebbe dare più spessore al suo personaggio, viene blaterato qualcosa sul padre che era un medico e si è sempre preso cura in prima persona dei pazienti, e così farà lei ecc ecc. Insomma, non basta un dialoghetto per dare spessore a una comparsa e quindi tutto ciò risulta ambiguo.
Ah, il vaccino però funziona e inizia a essere prodotto in massa. E come ho anticipato prima, gli Stati Uniti decidono a chi somministrarlo per primo tramite… una lotteria. E così, in mondovisione, c’è il generale Comesichiama (interpretato da nientepopodimeno che Bryan Cranston, aka Walter White, aka papà di Malcolm) che estrae palline con giorni e mesi scritti sopra per sapere chi per primo avrà l’onore di essere salvato. Molto credibile.

lotteria
Sì, è stupido come sembra.

Storia della dottoressa francese
Questa dottoressa, interpretata da Marillon Cotillard, è il personaggio più misterioso di tutti. Collabora con Stati Uniti e successivamente con la Cina per capire il ceppo del virus, ma viene rapita da uno degli impiegati con cui stava lavorando e portata in una villa, dove è radunato quel che rimane del villaggio natio di tale impiegato. Il motivo è avere un futuro riscatto in vaccini per il villaggio.
Passano un paio di settimane, il vaccino inizia a essere prodotto e la Francia – o l’America, non si capisce – manda il riscatto per la dottoressa francese, ma ammette che il vaccino non è lo stesso prodotto in Occidente, è stato prodotto in Cina ma dovrebbe avere gli stessi principi.
L’impiegato ne da una dose a se stesso e alla dottoressa, che nel suo soggiorno in Cina ha fatto tanti nuovi amici, e poi la libera. All’aeroporto, colui che è venuto a prendere la dottoressa le da il vaccino vero, dicendo che quello che han dato nel riscatto è un placebo. La dottoressa francese, scioccata, si alza e se ne va.
E questa sarà l’ultima scena in cui la vedremo. NON COMPARIRÀ’ MAI PIU’.

Storia del giornalista anti-vax

Interpretato da Jude Law, questo giornalista free-lance apparentemente non ha alcun ruolo importante nella vicenda. Ad un certo punto inizia a girare la notizia che l’unica cura contro questo virus è la forsizia, una pianta officinale abbastanza facile da reperire e usata molto nell’omeopatia. Ad aver fatto girare tale notizia (ovviamente falsa) è proprio Jude Law, che vuole speculare sulla crisi pandemica. Riesce addirittura a farsi intervistare insieme al ministro della sanità, accusandolo di favoreggiamenti per familiari e colleghi. Incita anche a non usare i vaccini, poichè sarebbero stati creati per controllare il panico e non sarebbero efficaci quanto la magica forsizia.
Jude Law diventa così influente grazie al suo blog che raduna circa 12 milioni di followers, che GLI PAGANO LA CAUZIONE quando viene finalmente scovato e arrestato dalle autorità americane.
Quest’uomo deprecabile, che per tutto il film ho sperato venisse contagiato e non salvato, riesce inspiegabilmente a salvarsi. E lo si vede nelle ultime scene del film a intervistare le persone in fila in attesa del vaccino.
FINE.

Storia del virus MEV-1
Come è cominciata la diffusione del virus MEV-1? Be, il film ce lo dice negli ultimi 5 minuti circa, in cui abbiamo un flashback di diversi mesi. Vediamo un pipistrello che mangia una banana sopra un allevamento di maiali. Il pezzo di banana cade a terra e viene mangiato da uno dei maialini. Tale maialino viene scelto da un cuoco cinese, che gli mette le dita in bocca per non so bene quale ragione e poi si asciuga sul grembiule, e immediatamente dopo va a stringere la mano proprio a Gwyneth Paltrow, che stava cenando lì.
LAVARSI LE MANI E’ IMPORTANTE.

paziente 0
Il temibile paziente 0 (il cuoco cinese) e il paziente 1 (Gwyneth Paltrow).

Quindi, è Contagion un buon film? Oggettivamente, nì.
Sì perché è sicuramente più realistico rispetto ad altri film pandemici (sebbene abbia molte cose irrealistiche, come la lotteria del vaccino, l’incredibile velocità di panico che si crea negli USA e l’assenza di forze dell’ordine a gestirlo).
No, perchè ha davvero troppe vicende inutili. Per non parlare del ritmo lento con cui scorre l’azione e della vaghezza riguardo ai sintomi e ai danni del virus stesso.
Consigliato solo per paragonarlo con la situazione odierna, altrimenti, come film in sè, è abbastanza inutile.